Selezione XYZ @ Con.divisione 10
🔥 mezzogiorno di fuoco 🔥

Laboratorio X


Giulia Maria Natale

↳ Bari

Sono Giulia, ho ventiquattro anni e mi piace parlare con la gente, nonostante sia nata timida. Il contrasto tra questo mio desiderio e il mio essere mi ha portato a sviluppare un amore profondo per la letteratura prima, la scrittura poi e infine la comunicazione, soprattutto quella digitale. Le tracce di questo percorso hanno segnato anche la mia carriera accademica: sono laureata in Filosofia, con una tesi triennale in Filosofia Morale e una tesi magistrale in Etica della comunicazione, dal titolo "Hate culture e social network: per un'etica della comunicazione digitale". Mi piace a tal punto la comunicazione che di lavoro faccio la cameriera e, nonostante la fatica del mestiere, mi diverto molto a creare storie e immagini per i clienti che servo. Per un breve periodo di tempo ho anche curato la pagina Instagram del locale presso cui lavoro, entusiasmandomi nel cercare captions irriverenti e accattivanti per descrivere birre, panini e antipasti. Voglio unirmi ai laboratori per sfidarmi e mettermi in gioco, perché la forza della comunicazione si trova proprio qui: nel pensare a una sfida, a una provocazione capace di creare un cambiamento nel modo che gli altri hanno di vedere il mondo. Di idee e provocazioni in testa ne ho a bizzeffe. La vera sfida, per me, è superare ancora una volta la mia timidezza e condividere queste idee, imparare strategie e conoscere gli strumenti utili a fare nascere da esse qualcosa di bello e inedito per le persone.

Antonello Loglisci

↳ Gravina in Puglia (BA)

Sono Antonello Loglisci e ho frequento il primo anno del corso magistrale in Graphic Design per la Comunicazione Visiva all’Accademia di Macerata. Sono entrato in contatto con il mondo del graphic design per caso, evento in cui ho aperto gli occhi per la prima volta. È stato grazie al tirocinio curriculare formativo svolto in un'azienda della mia città: ero in un momento di confusione, di totale perdizione. Tuttavia sapevo di avere del potenziale inespresso, indirizzato per vie lontane dalla mia vera vocazione. Mi sono occupato di grafica e di video editing. È stato bellissimo. Non volevo più fermarmi, volevo solo continuare per quella via. Finito lo stage, ho lavorato per una start-up che, unitamente al tirocinio, mi ha permesso di creare un portfolio e accedere alla magistrale che frequento. La mia laurea in Comunicazione Internazionale, da sempre ritenuto un limite, si è rivelata una grandissima risorsa grazie alla quale riesco ad avere punti di vista sempre nuovi. Questo periodo lo definisco “Rinascimento”, lontano da oppressioni esterne che hanno cercato e tutt’ora cercano di limitarmi, caratterizzato da una fiorente produzione di idee e progetti. Le mie esperienze curriculari ed extracurriculari mi regalano di volta in volta conferme riguardo il percorso di vita intrapreso. Un esempio è il Workshop “Libertà e comunità” realizzato dalla SOS con il Professor Mauro Bubbico e la professionista in scienze della comunicazione umana Paulina Nava. Ora sono affamato di conoscenza, di saperi, di storie da raccontare. Non c’è giorno in cui non tenti di migliorarmi, leggendo manuali e seguendo videolezioni di grandi designer e divulgatori. L’esperienza finora fatta ha alimentato la mia curiosità che, ora più che mai, ha tanta voglia di esplorare, di recepire nuovi stimoli, di intrufolarsi nei meandri più profondi e svelare cosa cela la superficie. Spero davvero tanto di far parte di questa nuova ciurma e di dare il mio contributo.

Filippo Rossi

↳ Milano

Sono Fil, non so bene che lavoro faccio ma so che ha a che fare con qualcosa che si vede, con la tecnologia e - quando va tutto bene - con l'emotività. Ho lavorato per qualche anno in pubblicità poi di colpo mi sono ricordato che la mia tesi aveva a che fare con interattività e performance audiovisiva, e che misurare la riuscita del mio lavoro sull'efficacia comunicativa mi piace molto meno che rapportarmi alla reazione emotiva di un pubblico. Quindi è dal 2015 che nella maggior parte del mio tempo mi occupo di progettazione nello spettacolo - soprattutto la parte visiva, e soprattutto riferita a concerti e musica dal vivo. Da fine 2019 ho uno studio - si chiama Galattico come il mio gatto. Stiamo a Milano e ci muoviamo tra la grafica animata e il mondo degli eventi. Qualcuno a un certo punto mi ha detto che faccio il direttore creativo, credo sia perché so fare male tantissime cose ma nessuna bene, quindi molto spesso il mio lavoro è mettere insieme figure più brave di me su una singola cosa e partecipare come posso, saltando da una parte all'altra, alla progettazione dell'insieme. Seguo SOS da tanto, anche grazie ad amici che hanno partecipato, organizzato, consigliato a me tantissime volte di farne parte, ma il vizio di dare la priorità al lavoro ha fatto sì che sia la prima volta che applico. Ovviamente il gruppo più giusto per me sarebbe Y, ma proprio per questo ho deciso di propormi per X. Sicuramente ho superato i 1000 caratteri.

Laboratorio Y


Laboratorio Z


Bianca Buccioli

↳ Bari

"Ho studiato filosofia, mi occupo di curatela di arte contemporanea e mi interessano le città e come si vive negli spazi costruiti. Nel 2019 ho fondato CampoBase, un collettivo che opera come piattaforma itinerante. La nostra ricerca verte sulle metodologie collaborative nelle pratiche artistiche, curatoriali e di scrittura. Attraverso la creazione di ambienti fluidi e inclusivi, proviamo ad attivare processi collettivi di conoscenza, riflettendo su una serie di questioni che riteniamo urgenti: il displacement, il potere trasformativo dell’affezione, i meccanismi di formazione di comunità temporanee nel contesto culturale contemporaneo. Da un paio d’anni sono immersa in un’indagine spaziale, che riguarda in particolare il rapporto tra violenza estetica e spazio urbano. Nella mia tesi di laurea magistrale sono andata alla ricerca di quei casi in cui il design degli spazi – proprio in virtù delle sue componenti estetiche – finisce con l’esercitare influenze discriminatorie o prescrittive sulle comunità che li abita. Credo infatti che il progetto urbanistico neoliberale abbia contribuito a una visione piuttosto lineare e lapidaria delle nostre città – e cioè che esiste un interno e un esterno, cioè l’altro, il corpo estraneo da espellere e negare – che solo la progettazione stessa può contribuire a smussare. Mentre le nostre città corrono a ritmi vertiginosi verso l’inabitabilità diventa decisivo, allora, mettere in atto strategie varie e molteplici, che si oppongano all’irrazionale appiattimento della complessità che stiamo vivendo. Partecipo a Mezzogiorno di fuoco partendo da questa esigenza, nella convinzione che prendersi del tempo collettivo per rallentare i nostri ritmi lavorativi e di vita e mescolarli a quelli degli altri, sia il primo passo per posizionarsi nello spazio e da lì immaginare nuovi modi per abitarlo. Lo spazio domestico, urbano, dell’arte, persino del corpo, sono tutti contesti che ci consentono di progettare dei cambiamenti e costruire alleanze che ci consentano di rendere le nostre società luoghi adatti a raccogliere traiettorie diverse e contraddittorie. Intravedo nella traiettoria Z un ottimo modo per iniziare a provarci!"

Federica Pizzo

↳ Bari

"Ciao SOS, è da Nova2020 che non ci si vede, non sapevo se scrivervi ancora, è sempre un po’ mettersi a nudo e sentirsi vulnerabile con voi, sapete intimorire, ma un po’ mi mancate e mi manca potermi sentire travolta da tutto quello che succede quando un centinaio di gente stramba e geniale mette in circolo la propria esperienza e le proprie idee, vorrei poter lasciarmi di nuovo andare e scrollarmi di dosso le mie paure. Nel frattempo ho preso un po’ di dimestichezza con quello che succede qui attorno, e mi sono divertita tagliando travi, avvitando bulloni e rimettendo a nuovo sedie dell’arena ExpostModerno, cercando non solo di rendere il luogo accogliente, ma da curiosa per natura e psicologa di gruppo per vocazione, anche di capire quali sono le dinamiche con cui individui, associazioni, volontari ecc. devono scontrarsi quotidianamente. Ho sentito che fate questo xyz a Mola, praticamente a due passi dal posto che da un anno a questa parte posso chiamare casa, il posto che pensavo fosse una terra inesplorata e arida ma in cui invece nascono e possono ancora nascere ed essere coltivate rigogliose comunità, reti sociali che in modo osmotico possono crescere, un posto in cui si può ancora progettare e trasformare il tessuto sociale e urbano. Xyz mi ha dato tanto ed io mi sono data e messa alla prova con tutta me stessa, voglio ancora mettermi in gioco e farmi contaminare dagli altri partecipanti. Ci si vede presto spero, Fede."

Federico Aldovisi

↳ Milano

"Nasco a Milano nel 1992 e mi laureo in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano. Già durante gli studi acquisisco, attraverso diverse esperienze lavorative, competenze come Project Manager e Producer nel campo della progettazione culturale e nella produzione di eventi e progetti sul medio-lungo periodo a Milano lavorando per realtà come Mare Culturale Urbano, h+, Terraforma e essendo membro attivo del Collettivo Macao e della sua Assemblea. Nel 2018 mi trasferisco per nove mesi come Event Manager presso il Domina Coral Bay di Sharm el-Sheikh (EGP) per poi ritornare a Milano e lavorare per un periodo all’interno dell’Ufficio Comunicazione e Marketing del Gruppo Gattinoni. Ho esperienze principalmente in progetti a medio e lungo termine, nei quali cerco di avere un approccio trasversale sviluppando così competenze, oltre che nella gestione operativa, nella comunicazione digitale, nel fundraising e nella corretta allocazione delle risorse tecniche e umane favorendo il dialogo come primo driver di efficacia e efficienza. Da gennaio 2021 sono assunto a tempo pieno come Junior Consultant di On Srl Impresa Sociale, dove coadiuvo l’organizzazione e facilito il corretto svolgimento dei principali processi consulenziali che implementiamo per i nostri clienti. In particolare mi sto specializzando, all'interno del processo di Consulenza Trasformativa e di Sviluppo, nell'aiutare imprese profit e enti del Terzo Settore a sviluppare nuovi modelli di crescita duratura e qualitativa a partire da un analisi economica-organizzativa completa del loro ""Stato dell'Arte"", partenza di un sentiero che desidera spesso raggiungere la sostenibilità economico-finanziaria dell'organizzazione. La strada viene prima teorizzata attraverso lo sviluppo di un Business Plan che scandisce un primo orizzonte teorico - numerico e poi percorsa attraverso l'implementazione di una serie di Cantieri di Trasformazione e Sviluppo. Sono, inoltre, fondatore di Ebony Carpentry, una falegnameria sociale per migranti e richiedenti asilo, di Radio Virus, una web-radio nata durante il primo lockdown Covid-19 e membro di alcune associazioni attive nel campo sociale e di cittadinanza attiva nella città di Milano. Vorrei partecipare al Laboratorio Z di ricerca e co-progettazione presso il Castello di Mola di Bari dall'1 al 9 settembre della SOS perchè, innanzitutto, ci troverei alcuni amici e amiche con cui ho condiviso tempo e spazio a Milano e poi perchè sono molto interessato a sviluppare competenze e esperienze che possano aiutarmi a svolgere meglio il mio lavoro trovando uno spazio sicuro in cui metodologie e pratiche siano condivise tra persone e corpi desiderosi di stare insieme. "

Serena Montanaro

↳ Conversano

"Ai pirati e marinai_Castello a mare_Mola di Bari La sottoscritta Zawalla Kiki, principessa di provincia, comunica di essere a conoscenza del vostro intento di impossessarvi del Castello a mare per espandere la vostra rete. I nostri sono interessati a prendervi parte spassionatamente. Ci piacerebbe conoscere i pirati e ritrovare i marinai. E siamo certi che il destino ha cose incredibili in serbo per noi. Zawalla Kiki_Castello a monte_Conversano PS.Sono anni che desidero partecipare a XYZ e sto accanto all’Officina dell’arte: attraversando Mola di Bari e il Castello a mare ho visto nascere e crescere Con.divisione, le intenzioni,le impasse, le meraviglie, le persone, i luoghi, la rete. Sono nata alla vita pubblica facendo attivismo e volontariato culturale nel mio paese, per imparare a prendermi cura dei processi collettivi e illuminare gli immaginari diffusi. Mi interessano le sfumature, i confini e le anomalie del corpo comune. Per attitudine medio le relazioni interni ai gruppi e quelle con l’esterno, nelle assemblee registro i flussi di discorso per costruire i report. Credo nell’apprendimento collaborativo e incidentale, non differibile dal contesto e strumento generativo di soluzioni condivise. Sento lo sfasamento sentimentale di chi vive in più luoghi e progetta a distanza, accolgo il nomadismo e la mancanza come necessità adattive, sogno un mezzogiorno infuocato a cui tornare sempre. Possibilmente vista mare. VNS