Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE Innovario, giorno 4: EGEMONIA CULTURALE

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Innovario è un progetto sperimentale per un Dizionario dell'Innovazione: una riflessione su come progettare nuovi dizionari e su come definire i significati di quelle parole entrate a far parte di una nuova quotidianità sociale, lavorativa, culturale. Pur rispondendo al bisogno comunicativo di “dare un nome alle cose”, non sempre o non univocamente ne permettono la comprensione. Nato dalla collaborazione tra La Scuola Open Source e DOCUS - comunicazione visiva e azioni documentarie, Innovario è un’azione per documentare i laboratori XYZ2018, riflettere sui muri della in/comprensione, sulla molteplicità di significati ed esperienze, ed impegnarsi nella costruzione di ponti di significato tra persone e contesti. Ogni giorno affrontiamo il significato di una parola e lo facciamo con i partecipanti di XYZ2018 che saranno chiamati a scrivere la propria definizione. Accanto a loro, un contributo extra di un ospite ogni giorno diverso al quale abbiamo chiesto di raccontare il momento “touchpoint” di quando ha esperito, scoperto e toccato con mano, il mondo a cui fa riferimento la parola data.

Giorno 04 / giovedì 24 luglio 2018

La parola è EGEMONIA CULTURALE, l’ospite speciale di oggi è Tommaso Guariento.

La storia, di Tommaso Guariento

Il primo contatto con l’egemonia nel mio caso, come in molti altri, immagino, è avvenuto nei primi anni delle scuole superiori. L’egemonia è innanzitutto subita, prima di essere compresa. La si assimila per mancanza, a partire dall’incapacità di comprendere i codici linguistici e culturali condivisi. Per questo egemonia è un termine che deve sempre essere letto assieme a subalternità, ovvero la condizione del gruppo sociale, etnico o politico che viene dominato da una parte superiore. Il contatto più “accademico” con questo sostantivo è avvenuto nel 2012/2013, mentre leggevo un’introduzione al pensiero di Gramsci per preparami ad un concorso di dottorato. L’esperienza dell’egemonia subita nella forma di un marchio di classe, non è una condizione puramente negativa, al contrario, essa stimola la volontà di comprendere i meccanismi della sua diffusione, di indagare le ragioni che conferiscono alle istituzioni della società civile il loro carattere iniquo. Per questo il mio interesse attuale sono i visual studies, ed in particolare l’analisi della funzione performativa delle immagini nelle attuali piattaforme digitali. Ritengo, infatti, che “egemonia” così come “persuasione” non connotino delle pratiche in sé immorali e manipolatorie, ma definiscano gli strumenti fondamentali che un gruppo (sociale o politico) ha a disposizione per rendere diffuse e partecipate le proprie idee e le proprie critiche rispetto alla presunta inalterabilità della trama sociale.

Le definizioni, dei partecipanti ad XYZ2018

00
Egemonia, dal greco ἡγεμονία, comando militare, supremazia di una città-stato all’interno di un’alleanza. Nei Quaderni del Carcere, Antonio Gramsci riprende questo termine dalle connotazioni strategico-militari per applicarlo all’analisi della costruzione di un potere politico all’interno di uno stato moderno. Tecnicamente, egemonia indica la rete sociale, tecnologica e simbolica che permette ad un assemblaggio (composto da umani e non-umani) di orientare, guidare e inclinare le idee e le forme di vita di altri assemblaggi. Meno invasivo rispetto a propaganda e comando, e più incisivo rispetto al semplice consenso, il processo di costruzione dell’egemonia diventa uno strumento fondamentale nella costituzione del potere politico delle società altamente tecnologizzate.
Tommaso Guariento

01
Egemonia: quella roba là che diceva Gramsci.
Daniele Gambetta

02
Un sistema di relazioni inconsce dalle quali formare i modelli culturali legati a un luogo.
Alessandro Miracapillo

03
Egemonia è quando alcuni determinano (in modo diretto o indiretto) la percezione della realtà di molti, facendo si che i fatti / dati vengano interpretati secondo una certa cornice. Questa influenza del comportamento di quei molti da parte dei pochi è il modo in cui si manifesta l'egemonia culturale, e prende il nome di Dominio.
Alessandro Tartaglia

04
Il soviet di x type ha espugnato ODE e proclamato 'tutto il potere ai soviet'. Presto ogni gruppo si costituisce in soviet e si costruiscono le nuove istituzioni; ma riusciranno a governare?
Occorre che i consigli e tutti le persone che li costituiscono si dotino degli strumenti culturali, tecnici ecc. per poter governare, così tutti si mettono a studiare. Questo processo necessario perché la classe lavoratrice sia non solo in grado di rovesciare le vecchie istituzioni, ma anche di governare la società è la costruzione della propria egemonia. Bum
Daniele Capo

05
Egemonia culturale, quando la potenza del negativo nel conflitto si fa produttiva del reale e aperta al possibile. O come avrebbe detto Gramsci, quando la parte si vuole totalità.
Marco Spagnuolo

06
Precedere ed intercedere per la totalità.
Camillo Frigeni

07
Egemonia culturale è XYZ.
Silvia Zotti

_

Tommaso Guariento - bio
Ha studiato filosofia contemporanea presso l’Università degli Studi di Padova e a Paris 1 - Pantheon Sorbonne. È dottore di ricerca in Studi Culturali Europei presso l’Università di Palermo. Ha svolto attività di ricerca nel campo dell’antropologia francese contemporanea presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales sotto la guida del professor Carlo Severi. Ha scritto vari articoli e collaborato a collettanee nel campo dei visual studies, della filosofia e dell’antropologia contemporanea. Scrive per varie riviste on-line fra cui Prismo, Effimera, L’indiscreto, Il Lavoro Culturale.

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