Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020 Una Nòva ossessione : XYZ 2020

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Nonostante la pandemia, nonostante le intemperie, nonostante tutto…
eccoci finalmente qui!

É iniziato XYZ 2020 Supernòva, il laboratorio di ricerca e co-progettazione che ci vedrà impegnati per una settimana a Novara per immaginare il futuro di Nòva, il nuovo centro culturale nato all’interno della ex caserma Passalacqua.

Plenaria bagnata, plenaria infuocata.
Dopo le presentazioni di rito della ciurma di docenti, tutor e staff SOS, abbiamo ascoltato gli interventi di Mattia Anzaldi e Davide Ricordi, che ci hanno raccontato la storia di questo luogo e della sua trasformazione in nuovo spazio di produzione culturale e aggregazione sociale:

"Anni di idee e progetti hanno permesso di riaprire alla città una porzione della Caserma Passalacqua (una delle tre ex caserme militari situate nel centro di Novara) dando vita ad un centro di produzione culturale e di aggregazione giovanile.
Dove prima c'erano uffici e mense per gli ufficiali militari ora trovano spazio sale conferenze, aree studio, una sala prove con studio di registrazione, un makerspace e molti altri metri quadri che aspettano solo di essere ri-abitati.
In questo contesto ogni giorno gruppi di attivisti, studenti, musicisti, attori ed educatori si ritrovano in una miscela di collaborazioni e contaminazioni che trasforma lo spazio intorno e libera energie e creatività”.

Un momento necessario ai partecipanti per avere ben chiaro il quadro della situazione, e infatti non hanno esitato a porre un sacco di domande.

A seguito della plenaria, il coordinatore del gruppo X Alessandro Tartaglia ha esposto un breve resoconto del lavoro svolto da FF3300 sulla strategia di comunicazione e sull’identità visiva di Nòva, punti di partenza su cui il gruppo X lavorerà nei i prossimi giorni.

Il programma della mattinata è poi proseguito con un momento icebreaking: guidati da Francesca Maciocia e Giorgia Floro, ognuno di noi ha instaurato un momento di prossimità con il proprio vicino di avventura, un esercizio di mimesi con il corpo che ci ha posto in ascolto di chi era a noi prossimo: ognuno cercava di imitare le mosse dell’altro prima di “lasciarsi” per cambiare coppia ci si diceva il proprio nome, in una danza che assomigliava, per analogia, al momento successivo, quello di definizione della mappa mentale, in cui un flusso di parole suggerite volta per volta dalla platea e fissata tramite post-it. Queste parole sono state in seguito pesate e selezionate, al fine di costruire un lessico di base comune per il lavoro di progettazione dei prossimi giorni.

Nel pomeriggio Federico Nejrotti ha tenuto un intervento per il gruppo X sul tema dell’immaginario collettivo e di come il nostro lavoro sarà cercare di costruire, o meglio, evocare un immaginario per Nòva.

A seguire Giovanni Abbatepaolo ha introdotto il gruppo X al GTL, il Generatore Tipografico di Libertà elaborato nell’edizione 2018 di XYZ, permettendo a tutto il gruppo di familiarizzare e prendere confidenza con lo strumento.

Nel mentre, il gruppo Y ha ripreso il lavoro con un momento di presentazioni mediate attraverso il disegno: divisi per coppie tra persone che non si conoscevano in precedenza, ogni partecipante ha raccontato in 3 minuti se stess+ ed è stato ritratt+ dal proprio ascoltatore e viceversa, per poi mostrare il frutto del proprio racconto per immagini, un modo per rompere il ghiaccio e iniziare a conoscersi.

Le presentazioni erano incentrate su tre aspetti:

⟶ il proprio strumento
⟶ perchè si è venuti qui a XYZ
⟶ qual è il proprio superpotere

Dopo i 6 minuti totali c’è stata una restituzione collettiva “a sorpresa”: l’intera esperienza è stata pensata per rinsaldare il senso di gruppo e stimolare la condivisione delle proprie esperienze.
In seguito, ci si è focalizzati sul programma di lavoro dei prossimi giorni per poi procedere con un sopralluogo degli spazi dell’ex caserma.

Anche il gruppo Z ha utilizzato la stessa metodologia conoscitiva di Y, dividendosi per coppie e in seguito appendendo alla parete tutti i ritratti a formare la Bacheca degli eroi.

A seguire, i partecipanti sono stati coinvolti in un momento word cafè: una tecnica di brainstorming iterativo su più temi svolta in modo combinatorio.

Mentre vi scriviamo i lavori procedono spediti. attualmente i gruppi stanno completando l’analisi dello stato dell’arte e dei bisogni e sono in procinto di dividersi per procedere in parallelo su più fronti, riducendo quindi i tempi di lavorazione complessivi stimati.

La ricerca e la co-progettazione continuano INESORABILMENTE.

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