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Breve storia di un incontro speciale


Durante il Safari Urbano organizzato dal team Z per far conoscere la realtà di San Vito dei Normanni ai partecipanti di XYZ SVMR, il sotto-gruppo Z Interviste ha partecipato ad un sopralluogo nello stabile Ex-Omni, nel corso del quale è stata intercettata la voce di Francesca, bambina di 10 anni e studentessa della scuola elementare “Lanza del Vasto”, in compagnia della mamma Nicoletta: entrambe hanno condiviso con noi la "San Vito che vorrei”.



Abbiamo avuto accesso ad uno sguardo fanciullo prezioso, molto attento al territorio e ai suoi bisogni, senza abbandonare l’ottica dell’interesse collettivo. Francesca parla in modo deciso, argomentando con cognizione la sua prospettiva.
Ciò è dato anche dalla sua partecipazione al progetto PON Io Cittadino delle tante realtà del mondo, un progetto che ha avuto come output lettere e disegni attraverso cui i bambini hanno espresso le proprie visioni sugli spazi di San Vito: come renderli migliori, più belli, più divertenti, più accessibili.



Abbiamo così invitato Francesca e Nicoletta a presentarsi presso l'Ex-Fadda, per poter condividere con il resto del laboratorio le loro osservazioni, desideri, idee progettuali, bisogni.
Un momento di ascolto importante, che si è arricchito anche a partire dal confronto tra due generazioni che provano a superare le distanze, costruendo così una visione comune.


Francesca ha le idee chiare: serve una fontana in piazza, serve anche una Banca del tempo per “poter scambiare le attività che sono utili agli altri e ricevere altrettanto in cambio... e perchè no, la Banca Del Tempo può aiutare a diventare buoni amici”.
Bisogna organizzare una campagna di attivazione per un ambiente più pulito, uno spazio dove poter giocare, “fare lavoretti e confrontarsi con gli altri bambini per poter capire insieme di cosa abbiamo bisogno, cosa sentiamo e poterlo dire ai nostri genitori; un luogo dove sfogarsi: a volte teniamo tutto dentro”.

E ancora: “restaurare le abitazioni riprendendo le tecniche antiche per mantenere viva la storia, pensare aree verdi dove poter fare pic nic, percorsi naturali, parchi avventura, creare una piscina comunale, poter andare in bicicletta senza avere paura delle macchine: i marciapiedi sono molto piccoli!”
Il sogno di Francesca è diventare attrice e conclude chiedendo attenzione ai luoghi per la formazione artistica.


Collaborare con Francesca ha stimolato domande e idee che sanno guardare alla rigenerazione urbana come processo anche di rigenerazione umana: un punto di forza è sicuramente rappresentato dalla centralità che assume l’amicizia come funzione sociale e motore di sviluppo sociale sostenibile.

Continuiamo così a chiederci come le città oggi possano includere e affermare la voce dei bambini e delle bambine, quali spazi e modelli di governance possiamo co-costruire / co-progettare insieme a loro e per loro;
a giovarne sarà la **qualità della vita di tutt***.


“Bisogna pensare prima di tutto alla libertà in sé, a una sorgente esterna, radicata nell’Altrove, in qualcosa che non è solo a-statale, a-sociale, an-archico, ma che è addirittura inumano. Questo Altrove è la terra… All’anarchia dovremmo sostituire la geoanarchia, un’anarchia che apprende tutte le sue libertà, tutti i suoi pensieri, tutte le soluzioni pratiche ai problemi sociali dalla terra, la terra sotto i piedi…”

Tratto da Geoanarchia: Appunti di resistenza ecologica, Armillaria 2017


Ringraziamo Simona Franzè per averci raccontato questo incontro particolare, nonché i partecipanti e tutti coloro che stanno contribuendo a documentare con foto e video questo fantastico #XYZSVMR, tra cui @Francesca Oliva e @Adriana Vita di Immagina - Photography and Culture.

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